Chi era Jonathan Oddo, morto a 37 anni: A Chiuduno e in provincia di Bergamo

A Chiuduno e in provincia di Bergamo lo conoscevano come il “Jack Sparrow” locale: non soltanto per la somiglianza con Johnny Depp, ma per una passione che accompagnava anche i suoi gesti quotidiani. Jonathan Oddo è morto a 37 anni. A comunicare la notizia è stato il fratello Roger, con un post di lutto pubblicato sui social il 14 ottobre 2026.
Originario di Milano e da circa tredici anni nella bergamasca, Jonathan lavorava come operaio. Fuori dal lavoro, il suo look ispirato al capitano di Pirati dei Caraibi lo aveva reso un volto riconoscibile, nelle strade del paese come nei centri commerciali della zona.
La notizia della morte e il ritrovamento a Chiuduno
Jonathan è stato trovato senza vita nella sua abitazione a Chiuduno. La famiglia, che non lo vedeva e non riusciva a sentirlo da qualche giorno, ha fatto la drammatica scoperta.
Prima che si interrompessero i contatti, aveva telefonato alla madre, accennando a un forte stato di stanchezza. Le circostanze esatte del decesso non sono state rese note pubblicamente: non ci sono quindi elementi per collegare quel malessere alla sua morte o per indicarne le cause.
L’annuncio condiviso dal fratello Roger ha portato la notizia alla comunità locale e alle persone che seguivano Jonathan sui social. La sua scomparsa ha scosso chi lo conosceva, anche attraverso quell’immagine da pirata che era diventata il suo tratto distintivo.
Da Milano alla bergamasca: chi era Jonathan Oddo
Jonathan era originario di Milano e si era trasferito nella provincia di Bergamo circa tredici anni fa. Lavorava come operaio alla Telfluid di Villongo, mentre a Chiuduno aveva la propria casa.
Accanto alla quotidianità del lavoro c’era una passione totalizzante per Johnny Depp e, soprattutto, per il personaggio di Capitano Jack Sparrow. La somiglianza con l’attore e la cura del look avevano contribuito a farlo diventare una piccola celebrità locale.
Il riferimento alla saga cinematografica non rimaneva confinato a un profilo online o a qualche occasione speciale. Era una presenza costante nel suo modo di vestire e di presentarsi, tanto da renderlo conosciuto ben oltre il paese in cui abitava.
Jack Sparrow non era un costume da indossare solo agli eventi
La particolarità di Jonathan era proprio questa: non si vestiva da pirata soltanto per fiere o manifestazioni. Aveva adottato quel look nella vita di tutti i giorni, portandolo con sé anche nelle uscite più ordinarie.
Bandana rossa, gilet di pelle, camicie dalle maniche larghe e stivali componevano il suo abbigliamento abituale. A completarlo c’erano i dreadlocks e i tatuaggi a tema, dettagli che rafforzavano il richiamo al personaggio interpretato da Depp.
Lo si poteva incontrare così per le strade della zona oppure nei centri commerciali, tra cui l’Oriocenter. Per questo, nella bergamasca, il soprannome di “Jack Sparrow” raccontava qualcosa di concreto: un volto e uno stile che molte persone avevano visto dal vivo, non soltanto sullo schermo del telefono.
L’incontro con Johnny Depp e l’anello turchese
Uno dei momenti centrali della sua passione era stato l’incontro con il suo idolo. Il 10 settembre 2020, a Milano, in occasione di un concerto degli Hollywood Vampires, Jonathan era riuscito a conoscere di persona Johnny Depp.
L’attore, colpito dalla somiglianza, gli aveva regalato un anello turchese. Jonathan lo custodiva come un tesoro: un oggetto legato a quell’incontro e alla persona da cui traeva ispirazione per il proprio stile.
Per raccontare il suo legame con l’universo di Jack Sparrow, quell’episodio resta un passaggio importante: alla passione quotidiana si era aggiunta la possibilità di incontrare davvero l’interprete del personaggio tanto amato.
Il ricordo sui social e nella comunità
Su Instagram Jonathan condivideva fotografie e pensieri attraverso il profilo @johnny_oddodepp. Anche lì trovavano spazio il suo gusto “gothic rock” e l’immaginario piratesco che lo caratterizzavano.
La notizia della morte ha colpito anche i numerosi utenti che lo seguivano. Il suo ricordo unisce così due dimensioni: quella di chi lo incontrava a Chiuduno e nella bergamasca e quella di chi ne conosceva soprattutto gli scatti online.
Dietro il soprannome di “Jack Sparrow” c’era Jonathan, con il suo lavoro, la sua famiglia e una passione diventata parte della vita quotidiana. È questa particolarità ad averlo reso riconoscibile per tante persone, molto prima della tragica notizia della sua scomparsa.