Film horror in aereo: cosa dice il galateo sulla scelta dei contenuti da guardare

Il problema non è soltanto il mostro sullo schermo, ma l’urlo che potrebbe scappare a chi lo guarda. Scegliere un horror durante un volo può trasformare un momento di intrattenimento personale in un’esperienza poco piacevole per i vicini. A riaccendere il dibattito è Obsession, disponibile nei cataloghi di bordo di diverse compagnie aeree e protagonista di video in cui i passeggeri si spaventano decisamente ad alta voce.
È quindi una scelta maleducata? Gli esperti di galateo interpellati da Yahoo Travel distinguono tra il contenuto scelto, le persone che possono vederlo e le reazioni dello spettatore. La presenza del film nel sistema di intrattenimento non elimina la necessità di prestare attenzione a chi ci circonda.
Prima del film, conta la propria reazione
Per l’esperto di galateo Thomas Farley, il punto più delicato degli horror in aereo è il comportamento di chi li guarda. Chi sa di sobbalzare, gridare o emettere versi quando compare una creatura sullo schermo farebbe meglio a scegliere altro durante il viaggio.
Farley spiega che urlare lo metterebbe in imbarazzo, ma soprattutto lo preoccuperebbe il disturbo arrecato agli altri passeggeri. Il criterio, dunque, non riguarda soltanto quanto sia impressionante un film: conta anche conoscere le proprie reazioni davanti alle scene di paura.
I video dedicati a Obsession mostrano proprio questo rischio. In un filmato pubblicato su Instagram il 17 settembre, una persona riprende il passeggero seduto davanti mentre guarda il film. Durante uno dei suoi spaventi improvvisi più noti, lo spettatore lancia un grido e sveglia un bambino piccolo.
Un secondo video, pubblicato su TikTok l’11 ottobre e diventato virale, mostra una donna che filma sua madre durante la visione in aereo. Anche in quel caso, la reazione è un urlo nello stesso punto della pellicola.
Un horror nel catalogo di bordo si può guardare
Diane Gottsman, esperta di galateo e proprietaria di The Protocol School of Texas, considera del tutto accettabile guardare un film proposto dal sistema di intrattenimento dell’aereo, compreso Obsession. Suggerisce però di osservare chi occupa i posti vicini e potrebbe intravedere lo schermo.
La distinzione riguarda soprattutto i bambini. Un adulto può rivolgere l’attenzione a un libro o al proprio film; per un bambino piccolo può essere più difficile distogliere lo sguardo da immagini che potrebbero turbarlo.
Questo non significa che la presenza di un minore imponga di rinunciare all’horror. Anne Chertoff, direttrice operativa di Beaumont Etiquette, propone un accorgimento: avvisare prima i genitori se si teme che il bambino possa vedere lo schermo. Segnalare che alcune scene potrebbero spaventarlo permette agli accompagnatori di distrarlo, se necessario.
Cuffie e schermo: le attenzioni pratiche
Chertoff indica anche una soluzione per chi porta a bordo contenuti propri, per esempio un film scaricato su un iPad o su un computer portatile: utilizzare un filtro privacy per lo schermo.
Per l’audio, la raccomandazione è indossare sempre le cuffie e mantenere un volume che non sia udibile dalle persone intorno. La discrezione riguarda quindi sia ciò che i vicini possono vedere sia ciò che possono sentire.
Un dibattito che non riguarda solo Obsession
Le reazioni al film sono arrivate anche su Letterboxd, dove alcuni utenti hanno raccontato la propria esperienza in volo. Uno ha riferito di aver emesso quattro o cinque rumorosi sussulti, poco apprezzati dai vicini. Su Reddit, invece, c’è chi ha espresso sorpresa per la disponibilità del titolo a bordo e chi ha chiesto se fosse troppo violento da guardare in presenza di altri.
La questione era già emersa nel 2019 con Game of Thrones. Una discussione diventata virale era nata dal racconto di un utente Reddit che non voleva interrompere la visione: una madre seduta dietro di lui con il figlio temeva che il bambino potesse vedere scene di sesso e violenza.
Dai consigli degli esperti emerge un’attenzione comune: non fermarsi alla propria scelta di intrattenimento, ma considerare anche gli altri. Per un horror, questo significa valutare chi può vedere lo schermo e, soprattutto, quanto silenziosamente si riuscirà ad affrontare il prossimo spavento.