Chi era Portia Prebys: età e cosa è successo

Il nome di Portia Prebys resta legato a una scelta che ha dato a Ferrara un patrimonio da conservare e studiare: affidare alla città migliaia di libri, carte e oggetti di Giorgio Bassani. La scrittrice, docente e studiosa statunitense è morta a Roma il 16 ottobre 2026, a 82 anni. Era stata l’ultima compagna dell’autore, ma il suo contributo alla memoria bassaniana è andato ben oltre la loro storia personale.
Con la sua scomparsa viene meno una testimone della vita dello scrittore, al quale era rimasta accanto fino alla morte, nel 2000. A custodire una parte di quella storia è oggi il Centro Studi Bassaniani, nato grazie alla collezione che Prebys ha donato al Comune di Ferrara.
Il patrimonio affidato a Ferrara
5.000 libri e 9.000 documenti: sono le dimensioni della donazione con cui Prebys ha consegnato alla città le memorie di Bassani. A questi materiali si aggiungono articoli, oggetti d’arte e d’arredo, in un insieme che comprende sia le tracce del lavoro dello scrittore sia elementi della sua vita personale.
Non si tratta, dunque, soltanto di una raccolta di testi. Le carte e gli oggetti consentono di tenere insieme aspetti diversi della storia dell’autore, senza limitare il ricordo alle sue opere. La decisione di donare l’intera collezione ha reso quel patrimonio parte della vita culturale cittadina.
Il Centro Studi Bassaniani, ospitato a Casa Minerbi, è il risultato concreto di questa scelta. Prebys ha avuto un ruolo importante anche nella sua crescita, contribuendo a dare continuità al progetto di conservazione e studio. Il suo rapporto con Ferrara si è così costruito attorno a materiali che, da testimonianze private, sono diventati un bene accessibile alla comunità.
Il Comune aveva riconosciuto pubblicamente questo impegno nel 2019, assegnandole il premio “Città di Ferrara”, l’Ippogrifo d’oro. L’onorificenza aveva sancito il valore del suo contributo culturale e del legame maturato con la città.
L’incontro con Bassani e una storia durata oltre vent’anni
Statunitense, attiva come scrittrice, docente e studiosa, Portia Prebys aveva conosciuto Giorgio Bassani a Roma negli anni Settanta. Da quell’incontro era nato un rapporto durato oltre vent’anni, proseguito fino alla scomparsa dello scrittore nel 2000.
Alla vicinanza personale si è affiancata l’attenzione per ciò che Bassani aveva lasciato: libri, documenti, ricordi e oggetti. È in questo impegno che si riconosce una parte essenziale del percorso di Prebys, non riassumibile soltanto nel ruolo di ultima compagna dell’autore.
La sua presenza nel racconto legato allo scrittore comprende anche un’apparizione nel documentario del 2021 The Garden That Doesn’t Exist. A Ferrara, intanto, la donazione ha dato una sede alle testimonianze che aveva scelto di condividere, mantenendo unite la dimensione letteraria e quella personale.
Il ricordo di Tagliani e il cordoglio della città
Tra i messaggi dedicati a Prebys c’è quello di Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara quando le fu conferito l’Ippogrifo d’oro. Sui social, l’ex primo cittadino ha ricordato un’amica, richiamandone la simpatia, la generosità e l’attenzione sincera e disinteressata verso la città, insieme al grande amore per Bassani.
Il suo ringraziamento ha riguardato soprattutto ciò che oggi è raccolto nel Centro Studi Bassaniani: Tagliani ha attribuito a Prebys il merito di avervi fatto arrivare le opere e i ricordi dello scrittore.
Anche il Partito Democratico di Ferrara ha espresso cordoglio attraverso la segretaria comunale Giada Zerbini. Nel ricordare il valore dei libri, dei manoscritti, dei documenti e degli oggetti donati, Zerbini ha accostato questa perdita alla precedente scomparsa di Gianni Venturi: due protagonisti di un progetto che ha restituito alla città una parte della sua memoria letteraria e civile.
È questo il lascito che accompagna l’addio a Portia Prebys: aver reso condivisibile una memoria nata anche da un legame privato, affidandola a un luogo dove potesse essere conservata e studiata.