Una tragedia terribile scuote il mondo dello sport italiano ed in particolare del ciclismo. Uno dei campioni del pedale più conosciuti dell’era degli anni Novanta, quella nata con Gianni Bugno e conclusa con Marco Pantani, è deceduto in circostanze drammatiche.

L’incidente mortale

Scopriamo insieme chi era Davide Rebellin, il ciclista travolto dal camion e deceduto oggi, mercoledì 30 novembre, in un incidente stradale durante un allenamento. Il povero Rebellin, argento ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 e protagonista più volte al Giro d’Italia, è spirato dopo una sgambata in bici, alla quale non rinunciava nonostante la fine della carriera agonistica. La tragedia è avvenuta in Veneto dove Rebellin, originario del Veronese, ha sempre vissuto.

L’ex ciclista si trovava all’altezza dello svincolo autostradale di Montebello Vicentino, quando un camion ha urtato la sua bici, facendogli perdere l’equilibrio. Rebellin sarebbe caduto a terra, perdendo la vita sul colpo. Stando a quanto emerso dalle prime testimonianze raccolte dai siti di informazione locale, il camionista non si sarebbe accorto dell’impatto con la bici dell’ex campione, proseguendo la sua corsa.

La carriera

Rebellin viene ricordato come uno dei più grandi ciclisti degli anni Novanta soprattutto in Italia. Viene ritenuto uno specialista delle classiche di un giorno. Nella sua carriera ha vinto, infatti, una Amstel Gold Race, una Liegi-Bastogne-Liegi e tre edizioni della Freccia Vallone: le corse tra le Fiandre e il Belgio erano dunque il suo pane quotidiano. Il suo fiore all’occhiello, ma anche impresa più contestata resta però la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Pechino. Rebellin fu, infatti, trovato positivo al controllo antidoping e quindi il piazzamento gli fu revocato. Alla fine, però, venne assolto dalle accuse.

Rebellin è stato professionista per circa un trentennio: si è ritirato, infatti, solo nel 2022, dopo una carriera costellata anche da un successo di tappa al Giro d’Italia. Ha esordito tra i pro nel 1992, ma già da dilettante aveva mostrato tutte le due doti. Nella categoria giovanile aveva, infatti, sfiorato un titolo iridato, arrivando secondo al campionato del mondo e riuscendo a centrare la medaglia d’argento.

Il suo esordio nel mondo del professionismo arriva al Giro di Lombardia dove arriva addirittura nono alla prima gara. La prima vittoria da pro arriva nel 1993 alla Hofbrau Cup, ma il primo grande successo arriva nel 1996 quando conquista la tappa di Amantea-Monte Sirino del Giro d’Italia, conquistando anche la leadership della classifica generale. Vestirà la maglia rosa per quasi una settimana, arrivando sesto nella classifica finale.

La maglia azzurra e gli ultimi anni

Comincia a macinare successi nelle corse di un giorno partendo dalla Clasica di San Sebastian nel 1997. Il suo anno d’oro è però il 2004, quando infila in una settimana la tripletta Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi. Nessuno ci era mai riuscito prima.

Nel 2008 arriva il suo miglior piazzamento ai mondiali, col sesto posto a Stoccarda. In quello stesso anno vesta la maglia azzurra pure nella contestata competizione olimpica di Pechino. Fu assolto sia dall’accusa di doping che da quella di evasione fiscale e dopo la squalifica continuò a gareggiare. Mai riuscito a scendere davvero dalla bici e l’ultima gara l’ha portata termine addirittura a 51 anni: era il 16 ottobre 2022 quando Rebellin partecipò alla Veneto Classic.

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