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I responsabili di alcune aziende della zona Pip sono ancora in attesa del risarcimento per i danni subiti dalla violenta alluvione avvenuta il 17 dicembre del 2008. L’inondazione, senza precedenti per gravità, interessò tutta la zona della via per Specchiolla, provocando ingenti danni a imprese e abitazioni. Un fiume di acqua e detriti, causato dell’otturazione dell’inghiottitoio fognario, si riversò con inaudita violenza in tutta l’area circostante. Aldo De Carlo, titolare di una ditta di autodemolizione sita nella zona Pip, ricorda ancora con sgomento quel pomeriggio di poco più di un anno fa.
“In poco tempo – racconta – il livello dell’acqua raggiunse quasi due metri d’altezza: intervennero i Vigili del fuoco di Brindisi per liberare due miei dipendenti che, intenti a lavorare all’interno di un capannone, si trovarono nell’impossibilità di uscire. Tutte le mie attrezzature di lavoro furono sommerse dall’acqua: muletti per il sollevamento, compressori, auto nuove da demolire, motori, parti meccaniche ed elettriche, attrezzi d’officina, tappezzerie. Un vero disastro. I danni, stimati da un ingegnere e un avvocato, ammontarono a circa 300mila euro. L’acqua e il fango, come accertato dalla Polizia municipale, avevano sommerso completamente tutta la superficie della mia ditta. Dopo più di un anno, e nonostante le tante promesse, non abbiamo ancora ottenuto alcun risarcimento né ricevuto notizie in merito. Stiamo di conseguenza valutando la possibilità di aprire un contenzioso. Il Comune, secondo il mio parere, dovrebbe autorizzare la costruzione di insediamenti commerciali solo nelle zone idonee, e non in aree destinate a spazi verdi: sarebbe un modo per scongiurare altre catastrofi”.
FONTE: senzacolonne.it
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